Marco Pannella, morto il politico radicale

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Oggi si spegne uno dei pochi politici che hanno lasciato un segno indelebile nella storia della politica italiana.

Marco Panella, all’anagrafe “Giacinto”, ha sempre amato definirsi radicale, liberale, socialista, federalista europeo, anticlericale, antiproibizionista, antimilitarista, nonviolento e gandhiano. Una lunga lista di etichette che riescono a descrivere solo in parte le sfaccettate personalità di Pannella. Arrivato in parlamento nel 1976 si è sempre battuto per i diritti civili, famosa la sua mobilitazione contro la pena di morte,  arrivata fino all’assemblea generale delle nazioni unite con il risultato della moratoria universale della pena. Tra le altre battaglie rimaste nella storia, quella nei confronti dei diritti dei detenuti, della “giustizia giusta” e il sogno degli stati uniti d’europa. Nel 1975 il famoso cantautore Francesco De Gregori gli dedicò la canzone “Il signor Hood”, tra le strofe della canzone  si parla di “un galantuomo, sempre ispirato dal sole, con due pistole caricate a salve e un canestro di parole”, versi perfettamente calzanti e che descrivono pienamente il politico radicale. Marco Pannella era sicuramente un politico fuori dagli schemi, forse troppo, più di una volta scelse la via della protesta pacifica del digiuno, fino a accusare seri problemi di salute che si sono protratti fino a oggi, giorno della sua morte. Alcuni dei suoi modi di fare politica saranno stati anche discutibili per qualcuno, ma gli intenti e i messaggi che voleva trasmettere erano sempre nel segno della giustizia e a difesa dei diritti umani.

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